sabato 30 gennaio 2016

Tetta please



Il pallino ha quasi ventidue mesi.
Ci avviciniamo ai due anni.

Nonostante abbia a che fare con due lingue, eccelle nella comunicazione. In altre parole non sta mai zitto: puttosto fa versi o si lancia in associazioni di fantasia, ma si fa capire.
È un bimbo sereno e sgambettante, affettuoso e perspicace.

C'è soltanto una cosa che mi rende dubbiosa.
Se seguissi soltanto il mio puro istinto non lo sentirei come uno scoglio, un ostacolo da superare in futuro, soltanto le persone intorno a me iniziano a farmi benignamente pressione, il che mi fa capire che forse dovrei iniziare a smettere. Si tratta dell'allattamento.

Al momento lo allatto ancora e, come accennavo prima, il Pallino adora comunicare, per cui ora dice: "tetta please", e "more tetta please", raramente dice "basta tetta".
Il che potrebbe essere imbarazzante, sopratutto in patria. A dirla tutta non per me.
Lo trovo perfettamente naturale ed in questo non seguirò semplicemente il consiglio di chi mi dice di smettere perché il Pallino sta diventando grande.
Vorrei seguire il corso della natura ed attendere il momento adatto, senza traumi per nessuno.
Vorrei.

Mentre attendo il flusso energetico più propenso per smettere, ho cercato di documentarmi.
Senza sorpresa ho realizzato che online ci sono consigli ovunque su come iniziare ad allattare, sul minimo periodo necessario o sul come evitare di aggiungere latte artificiale, scarseggiano invece i consigli su come interrompere.
Nessuno si pronuncia sul quando sia giusto smettere o sul come, ciò nonostante la gente tende a giudicare chi prolunga oltre l'anno questo legame che la natura ha stabilito.

Al corso pre parto dissero che la media mondiale di allattamento è di due anni, invitandoci a considerare che nella statistica erano compresi i paesi in via di sviluppo, dove notoriamente le donne allattano anche per ovviare alla carenza di cibo.
Ci consigliarono di allattare almeno sei mesi.

Il Pallino non si nutre soltanto del latte, da quando è nato usa la tesa per rilassarsi, consolarsi, dormire.
"Come un ciuccio".
Mi dicono tutti.
Sì, come un ciuccio.
In effetti vorrei ricordarvi che il ciuccio è stato inventato per imitare un tetta.
L'hanno inventato per permettere alle mamme che lo desiderano di staccarsi dal bimbo e rilassarsi, o per evitare di dover allattare in pubblico.
Insomma il ciuccio imita la tetta, non viceversa.
Sto facendo la cosa più naturale del mondo, cosa che ci siamo dimenticati di fare.

All'asilo il Pallino dorme al pomeriggio senza tetta, ma se sono con lui non ne vuol sapere di addormentarsi con una storia, un abbraccio o che so.
Ogni tanto penso che mi piacerebbe poter andare al cinema una sera, a cena o addirittura via una notte soltanto con mio marito, tutte cose che non posso fare al momento perché ad una certa ora la tetta è richiesta per dormire e poi il Pallino si sveglia e la rivuole, la rivuole, la rivuole.
Dorme a letto con noi.

Arriverà il giorno e probabilmente sarà triste per entrambi, vi tengo aggiornate.