giovedì 4 febbraio 2016

L'animista





Il Pallino ultimamente viene chiamato Animista perché si è messo a dar bacini e saluti a persone, oggetti e animali.
Al mattino bacia la pianta sul davanzale, la statuetta del pensatore, un fossile, un'altra statuetta, saluta il letto e i libri.
La sera, se siamo fuori e la vede, manda baci alla luna.
Prima di andarsene dall'asilo vuole baciare ed abbracciare tutti.
Si trova in una fase di comunione con l'universo, mi pare davvero di scorgere le radici di una spiritualità innata e radicata in natura nell'uomo.
Così lui è devoto ad una religione basilare. Ama se stesso e cerca di entrare in contatto con tutti.
Presto sarà più indipendente e comprenderà di essere un individuo a sè, troverà limiti e barriere. Sarà poi una cosa positiva?

sabato 30 gennaio 2016

Tetta please



Il pallino ha quasi ventidue mesi.
Ci avviciniamo ai due anni.

Nonostante abbia a che fare con due lingue, eccelle nella comunicazione. In altre parole non sta mai zitto: puttosto fa versi o si lancia in associazioni di fantasia, ma si fa capire.
È un bimbo sereno e sgambettante, affettuoso e perspicace.

C'è soltanto una cosa che mi rende dubbiosa.
Se seguissi soltanto il mio puro istinto non lo sentirei come uno scoglio, un ostacolo da superare in futuro, soltanto le persone intorno a me iniziano a farmi benignamente pressione, il che mi fa capire che forse dovrei iniziare a smettere. Si tratta dell'allattamento.

Al momento lo allatto ancora e, come accennavo prima, il Pallino adora comunicare, per cui ora dice: "tetta please", e "more tetta please", raramente dice "basta tetta".
Il che potrebbe essere imbarazzante, sopratutto in patria. A dirla tutta non per me.
Lo trovo perfettamente naturale ed in questo non seguirò semplicemente il consiglio di chi mi dice di smettere perché il Pallino sta diventando grande.
Vorrei seguire il corso della natura ed attendere il momento adatto, senza traumi per nessuno.
Vorrei.

Mentre attendo il flusso energetico più propenso per smettere, ho cercato di documentarmi.
Senza sorpresa ho realizzato che online ci sono consigli ovunque su come iniziare ad allattare, sul minimo periodo necessario o sul come evitare di aggiungere latte artificiale, scarseggiano invece i consigli su come interrompere.
Nessuno si pronuncia sul quando sia giusto smettere o sul come, ciò nonostante la gente tende a giudicare chi prolunga oltre l'anno questo legame che la natura ha stabilito.

Al corso pre parto dissero che la media mondiale di allattamento è di due anni, invitandoci a considerare che nella statistica erano compresi i paesi in via di sviluppo, dove notoriamente le donne allattano anche per ovviare alla carenza di cibo.
Ci consigliarono di allattare almeno sei mesi.

Il Pallino non si nutre soltanto del latte, da quando è nato usa la tesa per rilassarsi, consolarsi, dormire.
"Come un ciuccio".
Mi dicono tutti.
Sì, come un ciuccio.
In effetti vorrei ricordarvi che il ciuccio è stato inventato per imitare un tetta.
L'hanno inventato per permettere alle mamme che lo desiderano di staccarsi dal bimbo e rilassarsi, o per evitare di dover allattare in pubblico.
Insomma il ciuccio imita la tetta, non viceversa.
Sto facendo la cosa più naturale del mondo, cosa che ci siamo dimenticati di fare.

All'asilo il Pallino dorme al pomeriggio senza tetta, ma se sono con lui non ne vuol sapere di addormentarsi con una storia, un abbraccio o che so.
Ogni tanto penso che mi piacerebbe poter andare al cinema una sera, a cena o addirittura via una notte soltanto con mio marito, tutte cose che non posso fare al momento perché ad una certa ora la tetta è richiesta per dormire e poi il Pallino si sveglia e la rivuole, la rivuole, la rivuole.
Dorme a letto con noi.

Arriverà il giorno e probabilmente sarà triste per entrambi, vi tengo aggiornate.





mercoledì 18 novembre 2015

Il Pallino e il cibo



Finalmente il Pallino si è messo a mangiare bistecche, pollo, bastoncini di pesce, yogurt e quantità abbondanti di frutta.
Fino ai 18 mesi pareva che gli interessasse soltanto mangiare pasta in bianco, pasta al ragù, formaggio grana o chedda (il formaggio più diffuso qui in terra di Albione) occasionalmente riso e frutta, il tutto contornato da assunzione frequente di tetta.
È un bimbo determinato, spero manterrà ed utilizzerà questa caratteristica quando sarà necessaria nella vita, sopratutto per seguire i suoi sogni, al momento però quando decide di non voler qualcosa, di non voler nemmeno provare ad assaggiarlo, è difficile fargli cambiare idea.
Da mesi vuole mangiare da solo e si indispettisce ad ogni tentativo di aiuto, per cui ho dovuto eliminare minestre troppo liquide. Lascio che si dipinga con lo yogurt o con i sughi, ma con la minestra le dinamiche sono un po' più problematiche.
Non l'ho sottoposto a nessun tipo di pressione con il cibo perchè desidererei che associasse il momento dei pasti ad un momento entusiasmante e piacevole.
Con soddisfazione noto che cresce in lui la curiosità per i gusti nuovi, che cerca di pronunciare i nomi dei suoi cibi preferiti e che sta migliorando con l'uso della sua piccola forchetta e del cucchiaio a vista d'occhio.

giovedì 3 settembre 2015

Il Pallino cresce.



Il Pallino cresce. Ha compiuto 17 mesi.
Ora è attratto dalle scale e dall'arrampicarsi.
Parlotta continuamente nella sua lingua ancora incomprensibile.
Riempie e svuota cassetti e contenitori di vario tipo.
Fa il solletico, si nasconde.
E imita. Imita qualsiasi cosa.

Fumavo un paio di sigarette al giorno, ora non più.
Da quando il Pallino ha iniziato a imitare il gesto del fumare ho sentito l'urgenza di smettere totalmente.
É una spugna.

I suoi giochi preferiti sono: la palla, che riesce a calciare, le canzoni che cantiamo insieme e mimiamo o quelle che metto per ballare, gli spruzzi e  lo svuotare e riempire bicchieri nella vasca da bagno, la sabbia, qualsiasi cassetto o cestino colmo di cose da esplorare, da svuotare e riordinare, il pulire con le salviette e la scopra l'intera casa e lo svuotare la lavatrice.

Ogni pomeriggio lo passiamo al parco, non ci andiamo soltanto se piove.
Lì il piccolo Pallino iperattivo si sfoga a correre e ad interagire con gli altri bambini. Non gioca ancora per bene con gli altri, dicono che fino ai tre anni si tratti di gioco parallelo: anziché interagire, i bimbi stann seduti a fianco e giocano indipendentemente, il gioco in coppia o di gruppo arriva dopo.

Quando desidera bere esaspera il rumore di chi sorseggia, quando vuole ciucciare fa il verso del
risucchio, quando ha fame mi guarda e mastica e quando vuole andare a dormire chiude gli occhi e fa finta di russare.
Il prossimo obiettivo è insistere con le parole associate ai versi, io continuerò con l'italiano e papà in inglese, vediamo cosa salta fuori!

domenica 2 agosto 2015

La giornata è una lunga camminata




Sono sparita per un po'.
I bimbi passano l'anno e le giornate non si semplificano.
I pianti inspiegabili sono sostituiti dal movimento interminabile per seguirli mentre camminano traballanti.
E se il bambino è particolarmente attivo, il blog si impolvera.

Il Pallino è un bambino vivace.
Al mattino lo porto all'asilo, al pomeriggio lo porto al parco.
Lui cammina sempre, non si ferma mai.
Si è messo a dormire un paio d'ore dopo pranzo, il che mi cambia la giornata, riesco a pranzare in tranquillità e sbrigo un paio di faccende in casa.
Quando è sveglio però fa dei gran chilometri.
Ieri mi han consigliato di mettergli un conta passi da qualche parte, sarebbe curioso vedere quanta strada fa.

È un bimbo estremamente comunicativo: gesticola, saluta, manda baci, si auto applaude e parlotta, parlotta in continuazione.
Il suo carattere estroverso è particolarmente evidente qui in Inghilterra perché i pupi britannici sono molto riservati, non gesticolano e raramente sorridono agli estranei.
Sembra incredibile che già da così piccoli si notino le differenze culturali.
Il gesticolare fa rimanere tutti basiti.

Al momento dice "mamma, papà, nonna, bello, ciao" e ogni tanto se ne esce con delle mezze parole in italiano. Per esempio l'altro giorno ha detto "polpetta".
Dice "no" con accento inglese e "bird" quando vede gli uccelli fuori dalla finestra.
Sarà un Pallino bilingue per cui potrebbe parlare con ritardo.
Per il momento, pur di parlare tutto il giorno, emette suoni su suoni, indefiniti.

Sopratutto ha delle guance così rotonde che le vorresti stritolare.

Ha compiuto quindici mesi ed i progressi si moltiplicano.
Mi saluta e se ne va nel prato, si allontana ed esplora, poi torna.
Si allontana e poi torna.
Si allontana e poi torna.


sabato 9 maggio 2015

Regressione. Bentornate notti insonni!




Mi sono risvegliata da un brutto sogno.
Ho aperto gli occhi ed ho cercato di ricordare.
C'era una casa nella pioggia, una casa che doveva essere mia, ma in realtà c'erano altre persone ad occupare delle stanze.
Ma non si tratta di quello.
Mi sono risvegliata da una brutta notte.
Ora ricordo.

Alle tre il Pallino ha iniziato a piangere. Come consigliato dall'esperta che è venuta a trovarci (vedi post precedente) mi sono messa a sedere al suo fianco ed ho cercato di non dire nulla.
Ho infranto le regole dandogli la mano, in teoria non si dovrebbe.

Il Pallino si contorceva, urlava, si metteva in piedi, seduto, mi tirava i suoi pupazzi, inarcava la schiena. Ha anche sbattuto la testa contro le sbarre.
Ho offerto dell'acqua, il ciuccio: mi ha tirato tutto dietro.

Dopo un'ora la situazione era la stessa. Forse più di un'ora.
Ho chiamato il papà in aiuto per darmi il cambio.
Dopo un minuto l'ha preso in braccio e dopo tre me lo ha dato dicendo di allattarlo perché non c'era verso di calmarlo.
Potevo farlo subito.
Alle quattro e mezza era a letto con noi, felice ed addormentato.

Il Pallino ha avuto la febbre la settimana scorsa ed in queste situazioni a volte si regredisce.
Due giorni fa ha dormito dalle otto e mezza alle sei, non era mai successo.

In questi casi mi chiedo cosa sia giusto: seguire la regola della sedia che scompare (vedi post precedente) o l'istinto che mi dice che il piccolo ha bisogno di stare accanto alla sua mamma?
C'era il temporale fuori stanotte.
Alcuni dicono che a un anno sanno già come ottenere le cose, di starci attenti.
Ma ottenere cosa?
Un abbraccio e un po' di tetta?
Io lo vedo come bisogno legittimo di affetto non certo un capriccio.
Lasciateci regredire.



giovedì 30 aprile 2015

Disappearing chair

In cosa consiste il metodo della sedia che scompare?
È un metodo da applicare se non si riesce a far addormentare i piccoli nel loro lettino, se finiscono sempre nel letto con i genitori, se piangono disperati nella notte finché non vengono presi in braccio.
Se non si dorme la notte.

Va seguita una routine rassicurante prima di mettere il pupo a letto e poi si devono rispettare delle regole per raggiungere l'obiettivo: il sonno tranquillo per tutti e pochi risvegli.

- la cena va servita possibilmente presto, verso le sei.
- dopocena si può fare qualche gioco tranquillo nella stanza del Pallino, lontano dal frastuono della tv o altre fonti di agitazione.
- si passa poi al bagnetto calmante
- si legge una storia al pargolo
- si mette a letto il Pallino sveglio, gli si dà la buona notte e ci si siede su una sedia di fianco alla culla
- quando il Pallino si sveglia e piange ci si siede sulla sedia a fianco, gli si dà l buona notte e si sta in silenzio
- ogni volta che il pupo si siede o si alza, lo si rimette coricato, si dà ancora la buona notte, è concesso dire che gli vogliamo bene, ma nulla di più
- bisogna evitare il contatto visivo
- ogni giorno la sedia si spostaun pochino fino a che esce dalla stanza e io Pallino può essere dichiarato indipendente

La mia versione della sedia che scompare è un po' diversa. Se applicato alla lettera il metodo causava attacchi deliranti al Pallino, quindi:
- fa il bagno alle sei
- cena con mamma e papà alle sette e mezza
- gioca fino allo sfinimento in sala con la tele spesso accesa
- quando inizia a barcollare e cadere frequentemente lo attacco a una tetta
- si dimena mentre succhia per circa mezz'ora
- mi sta addormentato in braccio per quarantacinque minuti
- lo metto nella culla a tradimento mentre dorme
- ogni volta che si sveglia mi siedo di fianco a lui, su una sedia che non si è ancora spostata e gli dò la mano
- la mano va tenuta per circa dieci, venti minuti, finché non si ferma la circolazione tra le sbarre
- all'alba il Pallino viene allattato a letto con me, dove rimane fino alle sette e mezza, otto

Ognuno trova la sua variante, la cosa importante è che da circa dieci giorni dormo sei ore di fila nel mio letto, comoda, senza tette fuori. Mi pare già un buon risultato. Grazie NHS.