martedì 17 marzo 2015

Poppanti mobili



Care mamme, quando i piccoli si alzano in piedi da soli, gattonano, si spostano appoggiandosi ai mobili, la pace è finita.
Cancellate la palestra, non ne avrete più bisogno, piuttosto se potete permettervelo iscrivetevi ad un corso di yoga, o fate dei massaggi, stretching. Perché? Chiedetelo alla mia schiena.
Meglio ancora: dormite quando potete.
Scoprirete con il vostro piccolo angoli della casa che non avevate mai considerato, batuffoli di polvere nascosti che per il Pallino sono molto più appetitosi della pasta al ragù, maniglie ed il gusto proibito di aprirle.
Il Pallino è sempre stato fissato con il telecomando, come tutti i poppanti credo. Ora che è semi mobile però, appena lo vede incustodito si lancia in trascinamenti da marine, si rotola forsennatamente e/o cammina attaccato a qualsiasi cosa, gatto compreso, per ottenerlo. Immancabilmente gli viene tolto.
Ne ha uno giallo finto ed uno vecchio che non usiamo più per giocare, ma una cosa vi posso dire con certezza: questi piccoli esseri conoscono la differenza e non sono interessati ai telecomandi finti.

sabato 14 marzo 2015

L'anno si avvicina, l'allattamento continua...



Il Pallino ha quasi un anno ed è ora di tagliare i rifornimenti di latte materno.
Sopratutto perché non mangia molti solidi, inoltre si è messo a sputare.

Questa faccenda dell'allattamento non è certo unilaterale, per cui, anche se mi lamento del fatto che il pupo è troppo attaccato alla tetta giorno e notte e razionalmente progetto il lento distacco, subconsciamente credo di voler stare ancora attaccata così a lui per un pochino. Forse non siamo pronti.
O forse più penso a staccarmi, più il tenero Pallino si attacca.

Al momento, al mattino e spesso anche dopo pranzo non vede traccia di seno materno, dalle cinque invece il bar è aperto senza limiti di consumo. Al momento.

Libri, conoscenti ed infermiere ti spiegano come allattare, ma nessuno ti preparata e ti aiuta a smettere. O vengono dedicate poche righe all'argomento.

Oggi un cuoco di un ristorante italiano che conosco mi ha detto: "mio fratello ancora a sei anni cercava la tetta." Ecco, non vorrei arrivare a questi livelli, tutto qui.

Ricordo che anni fa lessi un articolo su un bimbo di sei anni che, in qualche città degli Stati Uniti, veniva ancora allattato dalla madre. La madre fu arrestata e pensai: "mi pare giusto". Oggi vedo le sfumature di una faccenda come questa.

Nessuno ti dice come e quando smettere perché sta alla madre decidere. Quando sarà ora ci staccheremo completamente.

Per il momento non me la sento.

Ma inizio a sentire la pressione sociale.
In Inghilterra si allatta sino al sesto mese e poi magicamente e con facilità tutte le mamme introducono il biberon ed il cibo. Tutti i neonati piangono un paio di volte e poi si abituano. Così mi raccontano.

Ho visto il Pallino privato di latte materno la sera dopo le otto e non sembra uno che si abitua alla terza volta. Mi ricorda di più l''"Esorcista", la scena in cui la testa della protagonista si gira a trecentosessanta gradi.

Seguo la natura e attendo fiduciosa cercando di limitare l'accesso alla tetta durante il giorno, ignoro gli sguardi giudicanti di certe algide madri nordiche. E, finger crossed, speriamo l'evoluzione verso lo svezzamento totale avvenga naturalmente.
Fortunatamente non ho sofferto di depressione post parto, speriamo di non avere quella da post allattamento. Non sapevo nemmeno esistesse, ma ho notato l'esistenza di una letteratura sull'argomento.

lunedì 2 marzo 2015

Il tempo del pappagallo



Care mammenaute, il Pallino ha undici mesi, il tempo vola.
Ora "cucù" lo fa lui a me.

È nel momento pappagallo, cerca di imitare tutto quello che fanno gli altri. L'avevo detto mio marito di non continuare a far pernacchie, ora gliele sta restituendo tutte.
E vai a fargli capire che non è il massimo dell'educazione! Ti guarda come per dire: "Ma se il papà lo fa sempre, perché io no?"
Credo sia già giunta l'ora di dare il buon esempio.

Fino alla settimana scorsa si muoveva lentamente ed era ancora possibile lasciarlo in una stanza da solo tre minuti.
Ieri l'ho trovato fuori dalla stanza, ancora due metri e ci sarebbero state le scale.
Aiuto!

È una gioia vedere che scoprono il mondo: il gatto, la neve, il gusto di un limone, un pezzo di cioccolato rubato, graffiarsi un orecchio, il treno.
Non c'è bisogno di meditazione o di psicoterapia, se non ci facciamo prendere dall'ansia che spesso la responsabilità e mille altre paure possono scatenare, la gioia di vivere traspira da questi piccoli ominidi.
Basta respirarne un pò.